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venerdì, marzo 27
La montagna, i topolini e la local politik
(storia semiseria - con nomi e senza cognomi - del Pd paesano)
La montagna ha creato il topolino. Nelle discussioni partitanti prima per la prossima tornata amministrativa alle urne, avevo molto apprezzato la gestione "ecologica" della comunicazione politica del Pd. Mentre il centro destra si squagliava sotto il sole cocente del walzer delle prime donne, il centro sinistra non fiatava e, credo, tesseva la tela dei contatti e delle alleanze.Senza sbavature di sorta. Senza chiacchiere. Poi la montagna del Pd, creò il topolino. Anzi, due topolini e mezzo. Tuta e scarpette da ginnastica a seguito, riapperve Federico.Un'epifania per la lokal politik. Corre Federico. Ma sarà solo per lo spazio d'un mattino.Roba da non sentirsi addosso neppure il fiatone.Corre Federico. E sarà l'apoteosi de la recherche du temp perdu, come dicono i francesi. Topolini. Topolini su maxiposter, tanto per farsi conoscere anche pe Guido. Guido chi? Ah, scusi, non l'avevo mai vista in giro. Ma di che quartiere è? Sarò fose io che non sono più di Montegranaro? E vai di futuro. Per una città nuova occorrono sempre volti nuovi. Poi l'esperienza, te la fai sul campo, no? E per quando inizi a capirre i meccanismi, magari è pure ora di lasciare la poltrna.E buonanotte al secchio.Topolini, grandi e piccini. Mezzi topi e topoloni giganti in questa campagna "lettorale". Toccherà forse andare a votare per le primarie, stavolta. Ma poco male,pe chi, non ci ha mai creduto in questo strumento democratico. Tocca andarci.Per salvarci almeno dai topolini all'assalto della città. E sarà l'apoteosi della breccia di porta Marina, se uno potesse votare per il terzo. Forse il topolino più avvezzo al formaggio della local politik.Topi, topoloni su max schermi e su faccialibro anche per Giacomo. Il terzo. Quello che almeno, un volto ce l'ha, un'enturage pure.Ed un pò d'esperienza fin'anco. E almeno l'onestà intellettuale di dire che, qualche battaglia l'ha combattuta. E poi, se vogliam zoomare all'indietro, tra destra e sinistra, almeno si combatterà una guerra ad armi pari. Fino all'ultimo formaggio. Coi denti avidi a sgranocchiare voti. Fino all'ultimo comizio.
martedì, marzo 24
Coccodrillismi

E questo fu solo l'inizio della fine: il male assoluto per un giovane e promettente partito. Poi, di sdoganamento in sdoganamento, fu solo pianto e stidore di denti. Fino alla sua scomparsa definitiva, alle lacrime del Capo al congresso di Roma. Di certo, Ligabue Luciano, aveva ragione a dire che, a volte, si nasce incendiario pe morire pompiere. Leggete il godibile articolo di Pansa, e facciamocene una ragione
L'ipermercato, Fini e la sua nascita
lunedì, marzo 09
Ancora non si decidono.
Sarà mica politicizzata pure la Rai??
Fatto del giorno
giovedì, marzo 05
Una volta erano i Cattivi Maestri del Cinema Italiano, quelli del disimpegno

Poi, il riflusso del tempo, li riabilitarono.
Epperò, le loro opere rimangono, ad oggi, pietre miliari di un certo cinema
Fatto del giorno
mercoledì, marzo 04
diario di viaggio 1/ prima del teatro
A Montecosaro/Marche/Italia,nella città alta, la gente si rintana nel bar della piazza. Specialmente la domenica, nel primo meriggiare.La tv accesa, qualche vecchietto, caffè in mano, ritto a guardare le partite di serie B.L'ufficio della proloco, è chiuso, of course. Ma rovistando in giro, una sparuta guida si trova. Nascosta nel museo archeologico sotterraneo. Proprio sotto all'edificio comunale. La seguiamo, chiediamo. Ci porta in chiesa, racconta di affrschi, d'organi utilizzati e dismessi.Poi del Centro del Collezionismo. Che un privato non vuol cedere alla pubblica amministrazione.Racconti di celluloide, delle procaci attrici posterizzate negli anni 50.Racconti di quando, Castellitto venne a girare il film su Coppi. Racconti, tra il silenzio delle colline.Coccolati dai merletti di cinta del paese, tutti sono uguali a tutti. Senza età.Si gioca a carte, nel baretto. Un gatto s'assopisce all'uscio. E noi, prima dello spettacolo, andiamo di Varnelli e CaffèSport. S'alzano le tende, si spengono le luci. E' la magia del teatro che stavolta ci rapisce.
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