maredinverno

   "Se c'è un luogo al mondo,in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. E' tempo. Tempo che passa. E basta". A.Baricco

 



link

2Night
Achille Campanile
Alain Mikli
Altri Mondi
Amo lo spasso
Amorevolmente
Banco
Bustina di Minerva
Camillo's Blog
Corriere
Cose da Ostriche
Culturama
Debut
DiacoBlog
Dillinger è morto
Eco di Bergamo
farfalla pensierosa
Fausto Carioti
Forza Italia
Francesco Di Rosa
free your mind
Fuori Orario
Furibonda
G.'s open book
giornalistando
Hubi
Il Foglio
il Mucchio
Ila
Imdb - Cinema
Immaginando Sil
immagination
Indipendente
InfoParlamento
Io, Paolo
iride della follia
la gatta e la luna
Laboratorio dell'Allegra Brigata
liberazione
Libero
Libra
Luca Tosoni
Lucio Dalla
lunarimmel
Massimo Del Papa
Moonlight
Narciso di Vetro
Negramaro
Piccola Elisewin
Pino Scaccia
Planesio
Planesio Iobloggo
rubar le stelle
samarcanda
Semplicemente io
Sil
Sognina
sottocoperta
Stacult
Ti mangerei a colazione
Tommaso Farina
Tram28
Unibox
valeriuccia
Zia Agony
Zia Perversa
il mio archivio
oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
le mie categorie
counter
*loading* visite



giovedì, ottobre 30
 

talking about a revolution

 (dalla riesumazione del 68, accadde un 2008)

ovvero: quando ad incazzarsi non sono solo i gelminizzati del pubblico impiego. Ma tutti coloro che hanno un nemico comune, spesso sbeffeggiato in piazza. Come a dire che, con davanti la luna, lo stolto, guarda (e se la prende) col dito. E con tutte le MarieStelle del cielo.

La Proposta Gelmini

Fatto del giorno

 

postato da samu80 | ottobre 30, 2008 13:47 | commenti


mercoledì, ottobre 22
 

radice di 2

Inconcepibile scandalo/nell'ordine del mondo/esisti e non esisti/diagonale del quadrato/ma impossibile rapporto/per un due di troppo/nel prodotto dei fattori/Non ti esprime frazione/regolarità del numero/dentro le cose/radice di 2/adice: ciò che affonda/della vita nella terra/legame stretto col mondo/irrazionale sostegno/dell'universo senza misura

thomas santarelli

(a volte, ce ne andiamo troppo in fretta Thomas. Quasi a non aver il tempo, la strada sotto i piedi. In politica, ricordo, l'abbiamo sempre pensata all'opposto, io e te. Mi ti ricordo alle feste dell'Unità quando eri al banchetto dei libri da vendere. Ricordo soprattutto i tuoi silenzi rispettosi ed il tuo garbo nel rispondere, quando ti facevi trascinare dai discorsi. L'impegno cittadino, la politica, la musica e la scrittura. Cercavi sempre un punto di confronto, l'apertura ad una possibile via, ad un dialogo serrato. In cui si cresce solo con gli scambi di idee. E con te, ricordo, era veramente un gusto, parlare. Te ne sei andato troppo in fretta Thomas. Proprio ora che avrei mille cose da dirti e che non riesco a staccare la mente da quella immagine che ho. Che ancora ti vede lì, seduto tra le poltrone del teatro, in attesa di quel concerto coi Solisti della Scala. Lì, tra l'arco di un violino ed un contraccolpo di un contrabbasso) 

postato da samu80 | ottobre 22, 2008 13:46 | commenti


mercoledì, ottobre 15
 

ma il cielo è sempre più blu

Chi ha copiato chi? A destra, Oporto, Portogallo, West Europe. A sinistra, l'ultima imponente opera pubblica inaugurata a Montegranaro, Marche, Italia. Pofili, sempre profili. Archiettura urbana stavolta e, somiglianze. Varie e derivate. Arrivato il tempo dei nastri, all'innaugurazione della torre ascensore ho visto il sindaco - fobici in mano - piangere. Ho visto architetti dissertare, passanti comuni motivare o, gli occhi sbracare. Ho visto, all'inaugurazione volantini in giro sui costi dell'opera. Due virgolacinque milioni di euro, cinque miliardi del vecchio conio diceva Bonolis. Ho visto gli amministratori sorridere, ho visto persone incazzate perchè le loro firme per lo stop dei lavori, sono valse quanto un due di picche. Ho visto gente. E anche se la Torre, è una torre Zed, che riecheggia la cultura egizia (e  con questa, anche quella di mondi possibili al di fuori da questo), non ho ancora visto alieni volare. Non ho neppure visto Nina volare. E allora, mastico e sputo. Salto sulla passerella pe vedere se resite all'urto. Mi metto in fila per il primo giro, col sindaco pacioccone e televisioni a seguito che filmeranno l'evento.La porta dell'ascensore si chiude. Ho visto pezzi di Montegranaro scendere ai parcheggi. Ho visto il mare.E con esso, l'orizzonte -spesso discutibile tra l'architettura e l'arte

 

postato da samu80 | ottobre 15, 2008 13:56 | commenti (1)


mercoledì, ottobre 01
 

profili

Separati alla nascita. A destra Silvano, a sinistra Roberto. Niente male come caratterini. Me ne sono accorto conoscendoli pian piano. Spiandoli dalla mia scrivania scarfoffiata zeppa di fatture da registrare. Li ho spiati, è vero.Nel loro modo di parlare, di realzionarsi con gli altri colleghi. Quando prendono il caffè e quando stanno al telefono, quando. Quando sono lì e talvolta mi rompono o mi sbolognano commissioni, per loro, tecnologicamete troppo avanzate. Come la scansione di un documento, l'invio di una mail o, l'inserimento del pin nella scheda telefonica aziendale. Eppure non sono decrepiti anzianotti stile lettura del quotidiano in panchina sul parco. Eppure Silvano, si ricorda sempre di tutto ad eccezione del suo numero di cell, che ha gelosamente salvato nella memoria del suo telefonino. Roberto va in panne solo se il programma di contabilità fa i capricci. E sa solo delegare Roberto. E' la sua qualità più grossa. Basta un attimo che mi sento - da lui chiamare - "Monello..." che, subito devi essere presente lì davanti. Farti dare le istruzioni e, fare. Così con tutti che ha attorno. Cosicchè, sembrerebbe che, sbologna destra, sbologna a manca, lui rimanga appunto senza far nulla. Che poi, non è mica vero. Perchè poi, è solo così che riesce a chiedere un consiglio. Nulla fa senza la collaboazione altrui. E allora chiede, ritona sui discorsi, sulle procedure. Echiama. Anche quando, esausta, la persona a cui viene indiizzata la richiesta, risponde sfastidiata con la terza pesona: "non c'è". Separati alla nascita. Uno coi baffetti sessantottini che gli copre il labbro supeiore e gli occhiali Prada sempre in primo piano. L'altro con la barbetta incolta. Ma di quella barba pulita e cuarata che non da fastidio. Profili che, come in un gioco alle similitudini, somigliano uno a Saddam e, l'altrro a Mario Brega, una delle spalle fondamentali del cinema di Carlo Verdone.Rcordate quella frase storica davanti al sedere della Sora Lella? "Sta mano pò esse fero o pò esse piuma. Stavorta è stata piuma". Roberto e Silvano. Separati alla nascita, nati appena qualche anno prima degli anni cinquanta. Silvano sguardo lungo sui movimenti della borsa che crolla o avanza. Roberto che, invece, arrotonda per difetto togliendo, persino alle fatture, pure i centesimi. Perchè in fondo - dice Roberto - per far girare l'economia - "ce vò li sordi". Profili diversi. Uno con le scarpe di suola, l'altro eternamente con quelle col fonodo in gomma. Separati. Eppure qualcosa che li accomuna c'è. Uno dei tanti piccoli insegnamenti. Quello di prendere la vita pe le corna, di sentirsi indispensabili, di correre ogni giorno, mangiando situazioni, persone e minuti. Da gazzella o da leone, fa nulla. L'importante è correre, stare accorti con lo sguardo. Correre e giocare, di assist, di scatti lungo la fascia. Stare sulla difensiva, come nel pallone.Capire il proprio ruolo e quello altrui, per poi attaccare di conseguenza. Pensando che ogni mattina, dopo la brioches calda ed un caffè fugace, c'è sempre una guerra che ci attende fuori l'uscio. Una guerra il cui protagonista sei solamente tu. Senza maschere o controfigure di sorta. Solo te.Ed il tuo profilo che ti porti  sempre addosso

postato da samu80 | ottobre 01, 2008 00:26 | commenti