due o tre cose (prima di partire)

Due o tre cose, e poi. Due o tre cose, tra le quali, la principale. Iniziate sono le ferie. Meritate certo, sudate coi denti stretti di chi ha una deteminazione. Perchè sa poi, che dopo il neg-ozio, viene sempre l'ozio. Meritato anch'esso. Ebbene, lunedi si parte per il Portogallo. Due o tre cose e poi, boh. Di sicuro c'è abbiam prenotato il volo da Milano. Scalo a Madrid e poi dritti fino a Liboa. E poi, due notti su nove prenotate. Due o tre cose in valigia, poca roba, il minimo indispensabile per restare un pò di giorni tra il mare, la poesia di Pessoa e, l'odore del fado. E come nei migliori romanzi, due o tre cose sicure e poi. E poi il viaggio. Strade da vivere luoghi e pesone da incontrare, in quella parte dell'europa ancora quasi dimenticata.Con la faccia rivolta all'america ed il culo rivolto alla russia. Eppure il Portogallo è stato sempre un miraggio da queste parti. Forse per il fatto che è sempre poco raccontato e tanto vissuto. Dalle sue tradizioni, dai suoi vicoli che dai monti scendono al mare. Dai suoi caffè letterari, dal suo sapore latino e meticciato allo stesso tempo. Dal suo senso di nostalgia, di destino. Come in quegli antichi cantati da Amalia Rodriguez che le donne dedicavano ai loro martiti pescatori. Che dal mare ritornavano di tanto. Intanto tra le due o tre cose da sapere, c'è pure che questo miraggio si sta realizzando. Armato di un piccolo taccuino pe annotare e la mia digitale per femare gli attimi più belli. Cosa mettere in valigia, ricaricare il postapay, gli occhiali da sole da ripulire. E poi, una visita alla mostra di Bacon a palazzo Reale a Milano prima di spiccare il volo. Due o tre cose da fare e poi non resta che partire. Camminare, incrociare, vivere.

