persi per strada.
Il piano di Ludovico Einaudi, la musica nei suoi tasti. Il teatro di Aristofane, le Rane e la corrosiva satira sulla politica di allora, di oggi.La musica, il teatro. L'arte.
chiedo troppo?
Lettera aperta all'Ufo Lupetti
Lupetti, chi? Dite a Sergio Lupetti che la Facoltà di Criticologia dell'Università degli Studi Veregrensi, ancora non è stata fondata. E ditegli pure che, per ovvie ragioni curriculari, nella sciaguarata eventualità di una prossima apertura, lui sarebbe il Prof giusto nella cattedra giusta. Però che gran cosa la critica. Dite, per favore, a Sergio Lupetti che prima di (s)parlare e prima di gettare fiele sul festival degli artisti di strada del paesetto, se ne andasse a fare un giro a Pennabilli, in un'altro grande festival marchigiano di artisti di strada. Ditegli, mi raccomando che, a differenza del Veregra Street, "Artisti in Piazza" - festival di Pennabilli - costa la bellezza di 8 euri solo all'ingresso. 16 mila lire del vecchio conio, solo per entrare. E non solo. Ditegli pure a Lupetti che a Pennabilli si paga un euro di parcheggio per parcheggiare in mezzo ad un campo sterrato ed incustodito. Diteglielo. Perchè altrimenti, tutte quelle sue esternazioni sulla mancanza dei bus navetta, sulla mancanza di indicazioni sui parcheggi, sembrano esternazioni fatte da un marziano che capita a Montegranaro così, dal nulla venuto. Un marziano: anzi, diciamo un Ufo, visto che da queste parti va di moda. E dite pure all'Ufo Lupetti che i punti ristorativi, a dispetto dei suoi appunti sulla mancanza della segnaletica sui luoghi in cui mangiare, sono stati sempre gremiti di gente. Diteglielo, parlategli. Raccontategli di Ulik , artista dalla germania venuto, raccontategli degli ula hop volanti in piazza. Parlategli dell'alta qualità degli spettacoli di strada. Ditegli dello sforzo delle ragazze del servizio civile sempre pronte a dare informazioni e volantini del programma, lungo le vie del festival. Ricordateglielo all'Ufo Lupetti. Rammendategli degli spalti allestiti in piazza per poter gustar meglio gli spettacoli, a dispetto della sua proposta, a fine festival di una tribunetta per pubblico. Ricordategli del villaggio multietnico, delle musiche tribali dell'africa suonate all'inbocco di via Volontari. Ma soprattutto ricordategli che l'arte sopraffina della critica non è un'arte per tutti. E ricordategli - anche se credo non sappia neppur chi sia - di leggersi Esopo e la sua favola di quel padre col mulo e col figlio oggetti sempre di continue e gratuite critiche da parte del popolo bue che, in mancanza di una fattiva collaboirazione, altro non sa che girare tra le pieghe del festival come un dostoewskij qualunque nelle sue notti bianche, per poi iniziare a sparlare a vanvera sul più e sul meno. Ricordateglielo all'Ufo Lupetti.
Il Festival
L'accusa di Lupetti
La risposta degli organizzatori