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lunedì, giugno 23
Giulio versus Giulio

Se dovete parlar male di una pesona, meglio che non ne parlate. Firmato, Il Divo Giulio. Dietro il volto, davanti la maschera. Goffa e gommosa. Tutt'altro che la sua aria puntuta ed ironica con cui rispode alle domande. Cinico ed ironico. Che si prende gioco del suo volto imbalsamato dalla sua maschera mentre si fa radere la barba. Mentre incontrava i suoi discepoli democristiani nelle stanze buie della politica italiana che fu quella della prima repubblica. Uno schizzo sardonico, quello pitturato da Paolo Sorrentino nel suo ultimo film. In un susseguirsi di macchiette storiche che ripercorrono ed evocano ciò che c'è stato o ciò, che sarebbe potuto esserci. Visto che si viaggia spesso dentro, tra i pensieri che furono e sono di quel decano che era e che è Andreotti. Quella laurea presso l'Università di Camerino appesa al muro, la sua militanza politica, l'aspirina contro l'emicrania, i suoi incarichi alla guida dei governi succedutisi, gli incontri avuti, le interviste rilasciate e lo Scalfari scordareccio degli ultimi anni, non è solo un caso. E poi. La Loggia P2, Dalla Chiesa e la sua fine, l'assalto a Pecorelli passando per Licio Gelli e poi,le insinuazioni per quella strage sulla via di Capaci. L'epoca delle monetine lanciate all'Hotel Raphael, l'epoca delle manipulite e delle buste fuori busta. E poi ancora. Quel famoso bacio in salsa sicula, gli appelli, il processo finito, riaperto e poi rifinito. E su tutto la musica. Che non era di sicuro la musica della sua vita ma che, comunque, dava un ritmo cadenzato agli eventi. Giulio vs/Giulio:La straordinaria vita di Giulio Andreotti
Il Divo
giovedì, giugno 19
ad una figura femminile? o ad un ballerino russo?
Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s'esprime libera un'anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d'una giovinetta palma
Di sicuro c'è che i tecnici del ministero dell'istruzione provengono da una controcultura sessantottina. Di quella marxista e arrabbiata che, invece di studiare Montale, a quei tempi, studiavano solo il modo per saltare la lezione e occupare le università. Quei giovani d'allora, sono i prof maturi di oggi. Con qualche capello bianco in più, più compassati ma, con le stesse lacune intellettuali d'allora e non ancora colmate.
Fatto del giorno
lunedì, giugno 16
cinema, letteratura

e caffeina (senza zucchero aggiunto)
giovedì, giugno 12
''Gramsci diceva che la fatica dello studio è l'unico fattore di promozione sociale. Lo studio è molto faticoso: è un percorso di adattamento, è un abito acquisito con lo sforzo, a volte con la noia e la sofferenza''
Si, credo sia nata una Stella:

Mariastella. Fan di Vasco Rossi è figlia di un sindaco della Dc. Contro le quote rosa e, a favore delle quote grigie, dice lei. Cioè, quelle cerebrali. E poi. Militante di Forza Italia, due o tre cose buone in testa sull'istruzione e altre cose sciagurate, nel suo discoso cita pure Antonio Gramsci. Come tutti i Ministri dell'Istruzione, c'è da giurare, verrà anch'essa accusata come i suoi predecessori. Però, ad oggi, oltre lei, cosa vogliam di più dalla vita?
Fatto del giorno
Scheda Personale
lunedì, giugno 09
on the road, si diceva.

"Ma 'quando' cure 'sta maghina??"
Ciao Dino, pittore d'immagini e di pellicole, ritrattista del cinama Italiano.
"Una vita difficile", su tutte, quella famosa "La stanza del Vescovo" tratta dall'omonimo romanzo di Piero Chiara. E poi, quell'altra pellicola."Venezia, la luna e tu"
Fatto del giorno
mercoledì, giugno 04
on the road
E poi sarà Pennabilli o Sant’Agata Feltria con la chiacchiera del ligure musicista o anche, qualsiasi altro Montefiore dell’Aso qual si voglia.On the road, sullo sconquassato viottolo che conduceva in quella casa immersa nel verde del Montefeltro. Bucolica lei -la casa- bucolici noi che l’abbiamo abitata per almeno la notte. Per almeno un piatto di penne coi peperoni da leccarsi i baffi o, per una non fugace colazione sciolta col miele e pere tra il formaggio di fossa regalatoci da Lucia, nostra ecologista di fiducia. E poi gli artisti di strada, i giocolieri, i saltinbanchi ed i freakkettoni. Il grumo di gente attorno alle mura cittadine e la musica tzigana in quel Santuario dei Pensieri. Riflettevo. Sulle prospettive. Sul fatto cioè, di come possono essere viste le stesse cose da lati diversi. Dall’alto come dal basso. E non solo Pennabilli, dall’alto del monte Billi in cui quella croce con la lumaca regnano tranquille sull’erba. Ma anche nelle mille cose che ci capitano ogni giorno. Negli sguardi che incrociamo, nei punti di vista in cui ci confrontiamo. Perchè talvolta, è solo cambiando l'ordine degli addendi che il risultato può essere cambiato.Cambiato, on the road.
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