|
martedì, maggio 27
(con la Sicilia dentro): Disstruggila Gesù, sta Malarazza
Un servo tempu fa rinta ‘na chiazza, pregava Cristu in cruce e ci ricia:
“Cristu, lu me patrune mi strapazza, mi tratta comu un cane pi la via,
si pigghia tuttu cu la so’ manazza, mancu la vita mia rici ch’è mia.
Distruggila, Gesù, sta Malarazza! Distruggila, Gesù, fallo pi mmia! Sì..fallo pi mmia!” Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti. Tu ti lamenti, ma che ti lamenti?Pigghia nu bastune e tira fora li denti. Ricordati che ogni persona ha una sua dignità, sogni, emozioni che la vita ci dà.
C’è chi ancora per il potere ha venduto l’Anima, questo può distruggere ogni briciola di verità.
C’è chi dice “Non mi va, non mi va, non mi va, se c’è chi domina, sgomina, insulta la mia umanità!
Guerra chiama guerra! Lutto per la mia identità! Nonostante troppe troppe siano le difficoltà!
Stato di calamità, suddito di società, schedato dalla realtà, schierato in cattività
contro la meschinità, pronto anche a tutto (si sa), non credo all’immunità di chi sta sopra a guardare
e alla mia gente che da menzogne e tranquillità solo per chi sta al di là di questo bel varietà!
Presidente Marajà, oggi di servilità ma che vedi tutto spero non nell’al di là! Cristo me rispunne dalla croci:
“Forse si so spezzate li to vrazza? Cu vole la giustizia si la fazza!
Nisciun’ormai ‘cchiù la farà pi ttia!Si tu si ‘n’uomo e nun si testa pazza,
ascolta bene sta sintenzia mia, ca iu ‘nchiudatu in cruce nun saria
s’avissi fattu ciò ca ricu a ttia…ca iu ‘nchiudatu in cruce nun saria! Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti. Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti. “Se ‘nna stu munnu c’è la Malarazza, cu voli la giustizia si la fazza!
Se ‘nna stu munnu c’è la Malarazza, cu voli la giustizia si la fazza!”
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti.
martedì, maggio 20
cercando viaggiando cercando

"Ma io, sempre estraneo, sempre penetrando il più intimo essere della mia vita, vado dentro di me cercando l'ombra" - Fernando Pessoa
Un biglietto areo in tasca, nell'attesa. Sui sentieri del Fado, sulle tracce di Fernando, nelle viuzze arrampicate in faccia all'Atlantico : Lisboa, Lisboa, sento già l'odore del mare.
venerdì, maggio 16
coppia di fatto
 
Dialogo dialogo diaolo dialogo dialogo dialogo, dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo, dialogo dialogo, dialogo, dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo dialogo, dialogo diaologo, dialogo e ancora, dialogo dialogante dialogo, dia- logos. Dialogo, dal greco, logos, "parola"
Fatto del giorno
giovedì, maggio 15
mercoledì, maggio 14
Appuntamento a Bouville (senza Charles)

Vossignoria Illustrissima. E scusate se Vi dò del Voi ma - altrimenti, come si fa a discernere chi fa cosa? Chi è lo scribacchino e ,chi il filosofo, punto, due punti e, punto e virgola. Vengo - con questa mia acchiarirVi (2 cci e tutto attaccato, chiusa parente - chi è sto madonno di filosofo francese che ha fatto seguire una cotanta scia di epistole sparse tra codeste righe qui, in questo spazio virtuale che, il sottoscritto (me medesimo) di volta in volta aggiorna. E facendo seguito alla Vostra ben certosina precisazione, mi accingo alla ricerca che, sulla rete, trovo alquanto intrigante. E scrivendo come Voi - n corpore vili - avete scritto. Ma interogando google sulla parola "De Bouville", parmi di non trovar nulla o poco più. Tento la strada che Voi, mi avete indicato - fiat lux ,dicevano i latini. Nel mare magnum dell informazione, trovo il programma del convegno in formato pdf. E alla parola "Catà", riecheggia lo spettro del filosofo misterioso. "Drawing the face of God: The difference bettween Charles Bovelles and Giordano Bruno as seen in the three Bovillian Philosophical Figures". Charles De Bovelles? Ma non era De Bouville? Ma forse, se Voi non conoscete erorri (come per lo meno possono capitare), allora, sto Chales potrebbe pure essere "De Belville". Fa più faschon e fiction come l'appuntamento a. Portremmo mica starci ad arrabattare le olive su una simile discussione? Epperò, sulla verità delle notizie, c'è un punto a mio favore, visto che, la notizia - non di prima mano - mi è capitata spulciando un pò sul blog del giornalista Massimo Del Papa che Voi credo conosciate. E chissà se, a questo punto, state provando anche con lui quella medesima e "chiara disonestà intellettuale di molti presunti intellettuali del panorama giornalistico attuale" , di cui Voi avete testè provato nei miei confronti. Poco male. Anchè perchè, se così fosse, c'è da consolarsi che di scribacchini spettinati ce ne sono tanti altri al mondo. Ed il sottoscritto non è ne il primo nè, l'ultimo in questa "democrazia". Brrh, che brivido, sta "democrazia" che mettete sempre avanti nei vostri discorsi come i pomodori che stanno dappertutto. Se possibile Vossignoria, chedevo se era possibile, per una volta non esserlo democratico.Non me ne vogliate, questa volta. E' come se mi chiedete un pezzo della Luna, Vossignoria. Non ci riesco a darvela. Vi posso solo fornire qualche altro rudimento sul nostro De Bouville o De Bouvelles o, al massimo De Belville. Che, oltre ad essere un neo platonico, era anche un matematico col cipiglio sul come quadrano i cerchi. O su come la natura creata da Dio giunge ad essee iconosciuta come spirito attraverso l'uomo substantia e l'uomo scientia. Questo è quanto. Con rigoroso rispetto, in ossequio, Vi saluto.
Il filosofo misterioso
giovedì, maggio 08
Freizeit: Catà è tutto un catarsi catalitico
E' tutto un catarsi, Catà. Catartico come non mai. Come la sua prosa secca quando spiega o intrattiene i simposianti accorsi. Se si da a Cesare ciò che è di Cesare, cosa rimane al Catà Cesare filosofo de noantri, (brambilliano di cuore, classe 1981e neo assessore alla cultura del comune di Porto San Giorgio -Marche -Italia)? Nomi e cognomi, visto che il comunicato stampa del giorno sei, parla chiaro. "L'assessore sangiorgese Catà partirà giovedì per gli Stati Uniti, dove interverrà al più grande convegno mondiale sulla filosofia rinascimentale con una relazione su Venerdì, sabato e domenica". Come come? Una relazione sul tema del venerdì, del sabato e della domenica? E' tutto un catarsi, Catà. Catartico come il tema del dibattimento intellettuale che sembra uscito da quella vecchia canzone di Branduardi. Ricordate? No, non perdete il tempo ragazzi, dopo domenica, è lunedi. Ma insomma assessò, sta cosa, nun se pole. Vabbè la filosofia, va bene la cultura. Ma andare, a spese pubbliche, negli Stati Uniti per trattare il tema del week-end (tanto per esserse nel mondo globale), capirai che può anche rasentare il lato ridicoloso del teatro dell'assurdo. E ariviamo, quasi senza accorgerci, alle sedie di Ionesco. A quella che si chiama: la filosofia della fuffa. Quella che s'accervella per il "nulla",come elemento antropologico della metamorfosi diacronica dell'intelletto umano. Se a questo serve la filosofia, meglio allora il pragmatismo de lì carzolà rustici delle nostre parti. Quelli che sgobbano per tutta la settimana e che il sabato e la domenica se la spassano allo stadio o sottobraccio alla proria amata. E magari vanno alla sagra della pulenta co' la fava, tanto per rimanere in tema ad una vecchia polemica mediatica quando, fu lo stesso Catà ad accusare la vecchia amministrazioni di sinistra di favoreggiare feste magiarecce a dispetto della cultura e della sapienza. Insomma, di filosofia, non si campa. Visto che di Echi, c'è n'è solo uno come di Galimberti o, altri Vattimi vari. E allora, a questi "poeti laureati" - tanto per dirla con Montale - altro non rimane che la politica, i suoi tatticismi e, le sue mosse. Che, a cominciare da questa prima messa in campo dal comune di Porto San Giorgio, la dice lunga su questo nuovo che avanza. Perchè, pe chi non l'avesse capito, è tutto un catarsi catando, la vita. E quanto più la filosofia ti sta stretta come una coperta che non t'arriva a coprire i piedi, tanto più è il bisogno di catarsi, di rigenerarsi in altro al di fuori di sè. E Catà, in questo, è stato tutto un catarsi geniale che si cata a moto perpetuo, come quel pendolo. E chissà, in questi prossimi mesi in cui siederà sul seggiolino comunale della cultura, quale altra genialata ci combina il nostro prode. E chissà quali altri temi veranno poi affrontati dopo questo freizeit del venedi, del sabato e della domenica? Sarà tutto un catasi, catalitico ovvio, di emozioni.C'è da immaginarselo.
Fatto del giorno
lunedì, maggio 05
Béh, se così fosse,

gli Angeli Ribelli esistono davvero
|
|