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venerdì, aprile 28
 
Nuovo governo: elezione alla camera: scontro tra le due Balene Bianche.
Marini Versus Andreotti
Aria di dejà vù.
comunque vada, è il "nuovo" che avanza
Fatto del giorno - Fumata nera
mercoledì, aprile 26
tanto per
Così, tanto per. Ridere. Che fine ha fatto la femminilità? Me lo sono chiesto più volte. Tanto per. Riderci un pò pur staccandoci gli occhi da quelle mutandine mostrate con disinvoltura nell'ultimo posto infondo al bus. Certo che ce ne sono di tipe strane al mondo. E più ce ne sono e più si coalizzano insieme. In quel bus romano, mentre ritornavamo alla pensione Versailles, ce n'erano due di ragazze strane. Saranno state tedesche, scandinave, chessò, nordiche. Una questa qua. Seduta nel posto centrale del bus con le gambe larghe ad effetto "vedo non vedo" ma, alla fine "vedo". L'altra che le era vicino, sempre in minigonnella sprint con la gamba accavallata. Gamba. Oddio, un parolone per lei. Nemmeno quella. Aveva una bella protesi di plastica a posto della gamba. Una protesi rivestita si, di calzino e scarpa ma, pur sempre protesi. Protesi, plastica in bella vista. Altro che coscia. In bella vista. Come quelle mutandine viste che spuntavano tra le gambe larghe dell'amica. Non è che sia un guardone, non ho neppure letto tutti i libri di Moravia però, mentre queste due chiacchieravano tranquillamente come se nulla fosse successo, l'occhio mi ci è per un attimo caduto in quel bus romano. E mentr l'occhio ruotava, tanto per, pensavo e ripensavo. Ma che fine ha fatto la femminilità? Son ragazzi, son ragazzi...mi dicevo. Ma poi, perchè mai la "femminilità" dovrebbe far rima con la "volgarità"? Sarebbe proprio un vero peccato se questi due concetti andassero in tandem. E mentre l'occhio ancora ruotava, l'autobus si ferma alla fermata. Si scende, fine dello spettacolo
Signore e Signori,
eccco a voi la nuova democrazia e la tolleranza del diverso pensiero. Altro che Voltaire, l'italia è dominata dai coglioni. E noi, dell'altra mezza, dobbiamo resistere
Fatto del giorno
martedì, aprile 18
punto e a capo
Punto e, a capo. La stagione dell'amore viene e va. I desideri non invecchiano quasi mai con l'eta. Lo ricordava Battiato in quella canzone. Sto leccando le ferite, attraversando la tempesta al primo soffio di vento che ha scompigliato la situazione. Com'è difficile, l'impresa. Eppur soffia ancora il vento delle emozioni. Ripartire, ricominciare da quella improvvisa luce veneziana. Eccola la scommessa. Pensavo fosse amore. Invece era un calesse. Lo avevo intuito dagli sgurdi fuggitivi ma, la miglior amica è stata la chiarezza. Le parole dette. Nel male c'è sempre un pò di bene. Però. Avrò bisogno ancora di te, dei tuoi sguardi e di quelle cose che ancora non so spiegarti. Avrò bisogno ancora del Piccolo Principe, della saggezza della volpe ma, soprattutto, della tua concretezza. La tua praticità delle cose. Ho messo in condivisione il mio hard disk con il tuo. Ho condiviso file di emozioni, vissuto, sperato. Poi, mentre ti parlavo con la bocca riarsa da un'emotività incontrollata, mi sono accorto che c'era un problema di software. E' proprio vero che non siamo delle macchine a gettoni. Punto e a capo.
'Ndo vadduni da Scammacca i carritteri ogni tantu lassaunu i loru bisogni e i muscuni ciabbulaunu supra jeumu a caccia di lucettuli... 'a litturina da ciccum-etnea i saggi ginnici 'u Nabuccu 'a scola sta finennu. Man manu ca passunu i jonna sta frevi mi trasi 'nda lI'ossa 'ccu tuttu ca fora c'è 'a guerra mi sentu stranizza d'amuri... I'amuri e quannu t'ancontru 'nda strata mi veni 'na scossa 'ndo cori 'ccu tuttu ca fora si mori na' mori stranizza d'amuri... I'amuri.
franco battiato, stranizza d'amuri
mercoledì, aprile 12
fine della satira?

Ha vinto Guglielmo Tell. La mela si è spaccata. C'è un italia che resiste nonostante i coglioni, c'è una maggioranza risicatissima che assiste al proprio funerale. Morta, morta, Mortadella per tutti. Pane e mortadella. Niente secondi piatti succulenti con bambini bolliti. Un misero secondo piatto da seconda repubblica. La dieta per eliminare il berlusconismo di troppo che è nella metà "cattiva" dell'italia prevede questa triste portata. La forchetta s'è stretta sempre più, ricordate gli exit pool?E Bisognerà essere atletici. Dovremmo essere in forma perchè, dicono, che l'italia, con loro al governo, ripartirà. Perchè, prima s'era fermata? Andate tranquilli, faranno Luxuria Ministro delle Pari Oppotunità e vedrai come ripartirà l'italia. Ognuno ha i suoi per ripartire. Noi abbiamo il ciclista. Il quale, alla fine, al traguardo elettorale sembra ci sia arrivato. Trafelato, sudatissimo con la lingua di fuori, però è arrivato pur con una maggioranza risikatissima. Ora viene il bello però. Ora che bisognerà correre e governare. Hai voluto la bicicletta? Pedala. Una pedalata in salita. Anche perchè se qualcuno dei suoi gli taglia per un'attimo la strada, buonanotte al secchio. La mela è spaccata a metà ed è difficilissima l'impresa di essere sempre a capo della corsa. Il governo casca non appena incontrerà qualche intoppo. Come il documento di programmazione economico e finanziario. Durerà al massimo 100 giorni questa corsa, una passeggiata. Poi il nuovo premier dovrà cambiare bicicletta. E poi. La satira. Che mondo sarebbe quello senza più Vauro che se la prende con B., Grillo che se la prende con B. i Guzzanti jr che se la prendono con B.? Tutto si appiattirebbe sulla serietà del mascellone e si creerebbe nuova disoccupazione. Morirà pure la satira senza più B. al governo. No Cav., no party. Non possiamo mica mandarli a casa questi signori: tengono famiglia!Ecco perchè, per la prima volta ho votato, Forza Italia. Un'atto dovuto, convinto.Perchè sono talmente di sinistra, che ho, persino a cuore il problema della disoccupazione della satira. Vedremo come andrà a finire.
mercoledì, aprile 05
Come finirà
E per dirla come Pietrangelo Buttafuoco, finirà così. Finirà che, per eccesso di democrazia, per un nuovo governo Berlusconi ci sarà da attendere - turandosi il naso montanellianamente parlando - il 2011, la prossima campagna elettorale. In questi cinque anni intanto, finirà che Lucia Annunziata, a forza di incalzare il nuovo premier, verrà cacciata perfino da Rai 3 e tra cinque anni ce la ritroveremo come braccio destrissimo di Berlusconi ed al timone dell'azienda chiamata Rai. Intanto Fede andrà sul satellite e, cacciato Confalonieri da Mediaset, il nuovo presidente sarà Paolino Mieli. Sarà il trionfo della lottizzazione politica monocolore della Tv - per dirla sempre come Buttafuoco. Per non parlare del Corriere che, per eccesso di terzismo, verrà affidato a Giovanni Sartori. Finirà che Libero non sarà più Libero e Vittorio Feltri, alla canna del gas, dovrà coalizzarsi con Ezio Mauro in una sorta di quotidiano demonimato "La Libera Repubblica". E, davanti all'edicola, ci sarà l'apoteosi del cosiddetto "panino giornalistico". Finirà che, per eccesso di giurisdizione rossa, verrà emanata una legge che impedisce agli imprenditori di Arcore di scendere in politica. Solo a quelli di Arcore, però. E sarà l'apoteosi del federalismo "partecipato", per dirla alla Stalin. Intanto ritornerà la cacca in video, i black-block non occuperanno più le strade, anzi qualcuno andrà anche in parlamento senza passare attraverso gli espropri proletari. Caruso e Vladimiro Guadagno, in arte Vladimir, andranno, prima in pellegrinaggio a Santiago de Compostela poi, parteciperanno alla prossia Giornata Mondiale della Gioventù. Sarà l'apoteosi della Pace senza più issare bandiere irdate. Finirà che questi signori davanti al Papa, si convertiranno all'integralismo cristiano e sarà l'apoteosi del nuovo concordato tra stato e chiesa. Finirà che Mister Tod's farà le scarpe a tutti. Ma proprio a tutti che sarà l'apoteosi della libera concorrenza sleale. Finirà che Rutelli e margherite radical varie, per eccesso di disfattismo, si coalizzerà con la nuova minoranza guidata dal Sign. Berlusconi. E sarà l'apoteosi della "maggioranza silenziosa", per dirla come Almirante. Tutto filerà liscio come l'olio, senza coglioni o ubriachi appoggiati ai lampioni, per dirla come Bernard Show , fino a quando, nel 2011, il Caimano ritornerà.
(?)
italia, forza!
martedì, aprile 04
in vino veritas
Con i ragazzi Bulgari ieri ero al Santuario di San Gabriele. Alle pendici del Gran Sasso che domina la valle. Padre Remo, frate passionista, in quel luogo ci stette ben dodici anni. Sembrava di essere in famiglia. Lo spiazzo del parcheggio, visto il giorno, era vuotissimo. In mezzo, campeggiava solo il nostro furgone illuminato da un sole ad intermittenza tipico di quelle giornate uggiose che cantava una volta Battisti. Nostro, diciamo il furgone di Padre Remo. Mattinata dedicata all'attività di catechesi poi il pranzo. E che pranzo. Oggi, con la redazione del giornale, su invito dell'amministratore diocesano, abbiamo pranzato in diocesi. E che pranzo. Fino a qualche mese fa non avevo mai fatto pranzi con preti, prevosti o frati. Se vi capita, ve lo consiglio. Una goduria allo stato puro. Anzi all'alcool puro. La tavola come segno di convivialità, condivisione e dialogo, ok. Tutte cose buone e giuste che però, si innaffiano con un buon gustoso vinello bianco. Visti i tempi che corrono, purtroppo, potrebbe anche andar di moda il rosso. Poi arriva il momento del dolce ed ecco lo zucchero. Mignon a gò gò. Poi il caffè. E poi? Non lo ammazziamo il caffè? Siam tutti cristiani ma il caffè si ammazza. Come? Apritevi credenze, la grappina è sempre con noi. Grappina, sniappa ma, anche, acquavite distillata. Loro la chiamano l'acqua santa. Favorisce la digestione e, se presa a grandi dosi, la chiacchiera. Acquavite e limoncello. E se, come oggi, l'occasione è importante, è lo stesso prevosto che gira attorno al tavolo con la damigianetta del vino cotto da servire ai commensali. Roba da leccarsi i baffi.Mi dovrò mica far prete??No no, non ci penso affatto. Pur cristiano ho già anche tutta un'altra serie di pulsioni che mi animano. Ma ad un buon bicchiere di vino non si dice mai di no. A costo anche di peccare di gola.
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