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martedì, marzo 28
liberi sfoghi bislacchi
Questa vita è bislacca, la mortadella e la sinistra radical chic bislacche ambedue. L'amore è una grande bislaccata, i miei lo stanno diventando, bislacchi.Il giornalismo è bislacco, rai3 è bislacca, Lucia Annunziata e Gianfranco Fini, bislacchi. La fila del cinemino di Piazza Fiume che proiettano "Il Caimano", è bislacchissima. Nanni è bislacco tale e quale mia nonna a parti inverse. Questa campagna elettorale è bislacca, questa televisione e i miei pensieri. I rigidi confronti televisivi, le mail, infernet. Bislacchi, bislacchi, bislacchi. La Falce, bislacca. La luna?Bislacca come la notte da attraversare. Ma quando si fa giorno su serio? Il cielo è bislaccato di stelle. La ragione dentro di me si sta bislaccando, purtroppo, alla grande. Le scarpe di Diego?Bislacche come il suo elicottero che fa di continuo la spola da Casette d'Ete a Roma e da Roma a Casette d'Ete. Viviamo in un tempo bislacco. La velocità è bislacca, la parola non detta ed il pensiero pensato. il terzismo alla Mieli è bislacco come il suo editoriale, quelli che si scandalizzano perchè Camillo si sbottona la tonaca e la butta spesso in politica. Bislacchi, che pensate, che, la chiesa se ne deve stare nel proprio cantuccio a leccarsi le proprie ferite o è ora che sia dia una mossa? Per i bislacchi meglio una rosa nel pugno che un pugno alla rosa. Ma a volte anche i pugni sono importanti. Scuotono da questo mondo bislacco. Chi è lascivo, è un bislacco, chi non si fa coinvolgere, chi non parla, chi fa finta di non averti visto, chi si dimentica. Chi porta una maschera è un bislacco, chi crede che la vita sia solo la prova generale di un grande spettacolo teatrale. Se ci vuole una vita per provare, quando inizia lo spettacolo vero e proprio caro bislacco che non sei altro?
la bislaccaggine è una brutta malattia, converrebbe eliminarla
mercoledì, marzo 22
se stasera sono qui

Se stasera sono qui è perché ti voglio bene è perché tu hai bisogno di me anche se non lo sai.
Se stasera sono qui è perché so perdonare e non voglio gettar via così il mio amore per te.
Per me venire qui è stato come scalare la montagna più alta del mondo e ora che sono qui voglio dimenticare i ricordi più tristi giù in fondo.
Se stasera sono qui è perché ti voglio bene è perché tu hai bisogno di me anche se non lo sai.
Per me venire qui è stato come scalare la montagna più alta del mondo e ora che sono qui voglio dimenticare i ricordi più tristi giù in fondo
Se stasera sono qui è perché ti voglio bene è perché tu hai bisogno di me anche se non lo sai.
luigi tenco
martedì, marzo 14
FETORI
Mieli chi? Come Michele, peggio di Santoro. Sfondato il portone aperto del giornalismo militante, sta tramontando anche l'era del cerchiobottismo. Che non c'è mai stato, per lo meno, in Italia. Terzista, si definiva. Garante del giornalismo sensa macchia e senza peccato. Peccato appunto. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. E giù con quel pistolotto color rosso di Sera nella prima pagina del suo giornale. Dagli, dagli all'untore, grida manzonianamente tutta la stampa. Mieli è comunista e appesta. Dicono a destra che s'è appestato. Ma quando mai ha profumato? Ma qua appestano tutti. In Mezz'ora (o poco meno), l'Annunziata ha appestato persino Silvio che, dal fetore, ha sgranato gli occhi, alzato le chiappe e se n'è andato sul serio. "E poi dicono che la Rai è controllata da me" - chiosa magistralmente il Premier. Grande Silvio, almeno una pallina l'hai imbucata.Il fetore intanto è ancor più nell'aria. Per il puzzo siamo quasi ridotti allo svenimento. Almeno una volta per un semplice : "Perchè, Signora Melandri, perchè?", qualcuno ci rimise l'osso del collo. No, no, ma quello, poi, mica era regime. In Rai la presidente era solo una certa Lucia Annuziata. Uno zuccherino di donna che s'è tolta, in quattro e quattro otto, il fetore socciano (di Socci) di dosso, mica quisquiglie. Altro che ossa del collo, qua, come diceva Carlo Azeglio, ci vuole la schiena dritta. Ed ora, la suddetta pertica Lucia che fa?Pontifica su Rai tre, mica toglie le chiappe, anzi, diventa un tutt'uno con la poltrona del programma. L'aria è insostenibile. E per quanto fetore che c'è, se ne è anche accorto fortunatamente Petruccioli (in quota Ds, ricordiamolo). "Lucia Annunziata non ha seguito la legge sulla par condicio che afferma che il conduttore non deve far trasparire le sue posizioni politiche" - il Presidente della Rai ci va giù pesante. Per non parlare dei vari Travagli (cuori sinistri con portafogli a destra): "sto col Premier, Lucia cercara lo strappo". E tra questa infinità, tra botte e risposte mediatiche, annega il pensier mio. E' solo la Telecrazia che avanza, mi dico. Chissà quanto odiens (audience) faranno stasera i nostri bellimbusti settantenni tra Vespa e Mimmun?Sarà meglio la Mortadella o il Salame Milano? Questi i veri quesiti. Meglio la pennica sul divano. E mentre lo sbadiglio avanza, comincio anche a far fatica e non riesco più a riconoscere cosa sia la politica e, cosa lo spettacolo.
martedì, marzo 07
Venezia: d'improvviso una luce. L'ho vista, c'è. In quel momento apparve la volpe. "Buon giorno", disse la volpe."Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno."Sono qui", disse la voce, "sotto al melo….""Chi sei?" domandò il piccolo principe, "sei molto carino…""Sono la volpe", disse la volpe." Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".Che cosa vuol dire addomesticare?"" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"" Creare dei legami?"" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:" Per favore …..addomesticami", disse." Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose"." Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe." Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. Il tempo. Ma io ho una certa fretta e voglio camminarci sotto questa luce. Perchè poi, altrimenti cala la notte e buonanotte suonatori. Ed allora m'affretto. E allungo il passo sfidando la notte. "Vedi Momo" - le diceva - "è così: certe volte si ha davanti una strada lunghissima. Si crede che è troppo lunga, che mai si potrà finire, uno pensa". Guardò un pò intorno in silenzio poi, proseguì: "E allora si comincia a fare in fretta. E sempre più in fretta. E ogni volta che alzi gli occhi vedi che la strada non è diventata di meno. E ti sforzi ancora di più e ti viene la paura e alla fine resti senza fiato e non ce la fai più. E la strada è sempre là, davanti. Non è così che si deve fare". Pensò ancora un poco poi seguitò: "Non si può mai pensare alla strada tutta in una volta, tutta intera, capisci? Si deve soltanto pensare al prossimo passo, al prossimo respiro al prossimo colpo di scopa. Sempre e soltanto al gesto che viene dopo" E come Momo, voglio pensare ai pezzettini della strada, al prossimo respiro, al prossimo colpo di scopa.
Andiamo?
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