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martedì, maggio 31
ci sono quasi. Tutto è quasi pronto. Manca qualche dettaglio ma l'idea c'è con la domanda che, pure, è stata consegnata in segreteria. Titolo della tesi: "La Critica cinematografica: tra carta stampata e web". Venerdì incontrerò la prof. e speriam che non mi faccia paranoie inutili. A dir la verità mi son proprio stufato di studiare. Voglio darmi una sbrigata, ci voglio dare un taglio. E poi, c'è il Vento d'estate che inizia a farsi sentire. Io vado al mare. E voi che fate?
sabato, maggio 28

autoritratto - antonio ligabue
mercoledì, maggio 25
ciò che il tempo non cancella. Forse dopo me ne andrò in irlanda, chissà. Chissà se ci rivedremo. Ciò che il tempo non cancella nello scorrere dell'acqua. Come quel sole in lontanaza che pur nella distanza riesce ancora ad emanare calore. La bellezza dell'attimo, la ripresa. Che poi basta sempre uno sguardo, un piccolo gesto, per resettare certi rappoti perduti nel tempo. Così con Anna così con Riccardo ma anche con Claudia. Quando le sintonie armoniche delle voci si ribellano al tempo. Per ora basta che mi sto marzullizzando troppo....
mercoledì, maggio 18

voglia di mare
maremaremare voglio annegare. Portami lontano a naufragare.
viaviavia da queste sponde
portami lontano sulle onde
e l'aria delle cose, diventava irreale
martedì, maggio 17
 Mo' basta. M'hai stufato. Quasi quasi sto meditando una fuga a Catania. Che delusione, caro struzzo slanciato. Ora mi cadi pure sui temi etici. Ha ragione l'amico Alemanno. "Sulla vita non si vota".E dopo aivoglia ad appendre manifesti targati A.N. con una foto in primo piano di una famiglia felice modello Mulino Bianco e con su scritto "Scusate se normale". Aivoglia. Caro Gianfranco m'hai stufato. E prima la svolta, poi il taglio dei ponti col passato che ti opprime e poi il viaggio in Israele, il kippah in testa, lo sdoganamento dell'ingombrante passato. E poi. La voglia di verifica ed il grido "al lupo, al lupo: la Casa crolla!". Le elezioni anticipate eccetera eccetera ed il tuo inarrestabile viaggio autodistruttivo al centro della politica. Ditemi voi qual'è oggi la differenza tra Alleanza Nazionale e Forza Italia. Qual'è la differenza tra Follini e Fini.I nomi fanno anche rima. Qualche capello in meno, forse. Sveglia Gianfranco, la balena bianca della prima repubblica è passata da un pezzo. Ha ancora senso votare Alleanza Nazionale? Male per male, allora meglio votare Silvio. Almeno sai come la pensa, ti turi il naso come Montanelli e basta.Sveglia delfino rozzinante, è ora di diventare grande. E' ora di uscire allo scoperto e salpare per nuovi mari.Son più di dieci anni che sei all'ombra della pancia del gallo spennachiato. Amareggiato. Da ellettore di centrodestra sono amareggiato. Tranne qualche sporadico intellettuale e politico, la destra italiana non mi rappresenta più appieno.Amareggiato, come lo è Gustavo Selva, che oggi su Libero lancia l'accusa: "Caro Fini, questa A.N. è di nuovo da rifondare". Ed allora diamoci una mossa."Rifondazione Nazionale".Va bene come nome?Meno stato, più idee. Più sociale e meno politicanti calabrache. Più confronto ma anche più tradizione e più identità. Lotta all'immigrazione clandestina e favoreggiamento dell'integrazione e del dialogo tra i popoli che vogliono lavorare per la crescita del bene comune. Per il bene della res/pubblica.Un partito che non si pone a sinistra perchè troppo a destra ma anche un partito che non si pone in piena destra perchè tendente a sinistra.
sabato, maggio 14
SONO ARRIVATO A 90 ANNI PERCHE' SONO SUPERFICIALE E
COMUNISTA.
"Il mio compleanno? Lo festeggio come vogliono gli altri. Meglio con
gli estranei però. Sono più sinceri. Gli amici, la famiglia sono troppo partecipi. O hanno il singhiozzo in gola e l'occhio lucido. Oppure sono un po' seccati perché pensano: quante storie per questi 90 anni." Graffia, Mario Monicelli. Guai dunque, minaccia, scrivere che nonostante gli anni si muove con agilità, ha lo sguardi vivace e lo spirito arguto. Niente di tutto questo. Anche il compleanno del 15 maggio è solo un argomento sfiorato.Sebbene ci sia tutto un festival, EuropaCinema a Viareggio (dal 26 aprile al primo maggio), dedicato a lui e alla sua carriera. Se ne sta seduto nella sua poltrona nella piccola casa nel centro di Roma. Dove abita solo. "Sto benissimo, per carità. Anche se non ho mai imparato a cucinare e mangio sempre nelle trattorie. Gli osti mi amano, sa. Dicono che porto fortuna."Dopo cinque convivenze, tre figlie e qualche nipote, ammette di non essere fatto per il focolare. "L'amore, che fissazione, soprattutto per voi donne.Non sono mai stato un buon marito, nel senso che non mi piaceva la vita casalinga. Mi interessavano altre cose: divertirmi con il mio lavoro, incontrare gente, scoprire la vita".E ora che può guardarsi indietro, quante volte è cambiato?
"Non molto. Non ho avuto svolte epocali. Perché dovevo cambiare?" A volte è necessario, si cresce, si va al fonso di se stessi."Io sono un superficiale. Non mi piace andare troppo a fondo alle
cose.Anche nel valutare o giudicare le persone mi fido sempre della prima impressione. Perché so che anche l'assassino della propria madre se poi lo conosci, gli parli, capisci che aveva delle ragioni per comportarsi in quel modo. Alla fine, lo giustifichi. E, invece, non bisogna giustificare
tutto".Quale è il valore che ha guidato la sua vita: l'amore non le interessava molto, la famiglia meno che mai. L'amicizia?"Il rapporto con gli altri, con la gente che sta male, che soffre, che è
umile, che non ha raggiunto un minimo di benessere. In giro vedo una minoranza che in qualche modo ha risolto la sua vita. Ma c'è la stragrande maggioranza che, invece, non l'ha risolta. Quelli mi piacciono, mi interessano, mi emozionano. Di quelli mi piace parlare, anche ironizzare. Mi
sento in empatia con loro. Tutta la mia vita mi sono sentito così. Non faccio quasi mai l'elemosina. Forse mi sono inventato questa cosa per avarizia, ma non si deve fare".Perché?"Perché vorrei vivere in uno Stato in cui la gente non fosse costretta achiedere l'elemosina. Infatti io voto comunista".Ma non esistono più i comunisti."Si chiama Rifondazione. Quella di Bertinotti. Lei ha letto Il Manifesto,quello di Marx?".Si, l'ho letto."No, non credo, non l'ha mai letto. Se lo legge si rende conto che è un messaggio veramente emozionante".Come vive in un'Italia ormai così lontana dall'idea di solidarietà?"L'Italia, non solo lei, ma tutto il mondo occidentale è corrotto.Perché il capitalismo è il grande corruttore. Il comunismo, per raggiungere qualcosa per cui non c'era nessun motivo di ammazzare, è stato anche assassino. Ha fatto un errore fondamentale, ma a fin di bene. Il capitalismo, invece, è pieno di sangue e dice: chi è capace se la cavi, chi non lo è si arrangi. La legge del mercato, del profitto è terribile ed è quella che guida l'azienda Italia di Berlusconi. Ma lui lo dice come se fosse una cosa positiva: quello lì non c'è riuscito? Si arrangi. Che va anche bene. Ma per un mondo senza umanità".Non le viene voglia di fare un film su questa Italia che descrive?"Qualche anno fa ho fatto un film su questa famiglia di cui si parla tanto di cui si continua a dire: i valori della famiglia, l'unità della famiglia. =Parenti serpenti= descrive bene cosa sono le famiglie." Non tutte."Sono peggio. Ci sono le mamme che ammazzano i bambini. I figli che ammazzano i padri. Io l'ho buttata sul ridere. Ma la realtà è peggio. La famiglia non esiste, è un concetto antico, retrivo, medievale, tribale, mafioso. Queste persone che si difendono l'uno con l'altro. Per una
persona civile la famiglia siamo tutti".E' per questo allora che i suoi film sono sempre un po' amari.
"E' il mio modo di vedere il mondo. Raccontare storie, personaggi attraverso il filtro dell'ironia. Del resto da bambino mi piacevano Chaplin, Buster Keaton , Stanlio e Ollio perché rappresentavano delle situazioni in un modo che mi divertiva".E oggi c'è qualche giovane regista che la diverte, che ha ereditato la capacità di raccontare di voi registi della commedia all'italiana?"Nessuno eredita mai niente".Ma ci sarà qualcuno che le piace."Vincenzo Marra e Paolo Sorrentino hanno la capacità tipica della commedia all'italiana di affrontare temi drammatici con ironia senza puntare al lieto fine. Gabriele Cuccino, invece, fa una buona commedia tradizionale".E Paolo Virzì, toscano come lei?
"Descrive molto bene la generazione di oggi: come parlano, come si vestono,come agiscono. Ma questa non è commedia all'italiana. Bisogna andare a fondo, dire qualcosa di più, essere più critici con la realtà che stai raccontando. L'ironia è un bisturi che deve incidere la società".
Vede che in fondo non è così superficiale."E' l'ironia che va a fondo, non io. L'ironia di scegliere
un'attrice come Monica Vitti, che era considerata una buona interprete drammatica dei film di Antonioni, e farle fare La ragazza con la pistola".O Gassman per I soliti ignoti."Infatti. Allora tutti mi presero per matto".Lei ha lavorato con Mastroianni, Gassman, Sordi, Tognazzi. A chi era più legato?Vittorio sosteneva che fra noi c'era un rapporto speciale. Io mi sono sentito molto legato ad Alberto. Era una persona di grande ricchezza interiore. Aveva una spiritualità fortissima che non esibiva mai. Era uno dei pochi cattolici veramente credenti. Ma non gli piaceva farlo
vedere".E anche lei ha una spiritualità così spiccata?"Ma se non credo nemmeno nell'esistenza dell'anima. Il Vangelo, il figlio di Dio, il Regno dei cieli. Ma chi se ne frega dell'aldilà, bisogna
parlare di quello che succede sulla terra".
Intervista a Mario Monicelli di Federica Lamberti Zanardi. dal "Venerdì di Repubblica" del 15/4/2005
Perchè tu sei tu, e noi non contiamo un cazzo.
BUON COMPLEANNO MARIO!
mercoledì, maggio 11
Chi ha ucciso Pier Paolo
Esiste un'altra versione della morte di Pasolini.Essa si basa sulle testimonianze che hanno da offrire alcuni abitanti o frequentatori delle baracche che sorgono intorno allo spiazzo dove Pier Paolo Pasolini venne ucciso. Pasolini non venne ucciso e aggredito soltanto da Pino Pelosi ma, da lui e da altri teppisti che sembrano assai conosciuti nel mondo della droga.I due teppisti erano giunti a bordo di una motocicletta dopo mezzanotte, ed erano entrati insieme a Pasolinie al Pelosi in una baracca che lo scrittore era solito affittare a centomila lire ogni volta che vi si recava.Le urla di un alterco violento cominciarono dopo qualche tempo che i quattro si trovavano dentro la baracca. A gridare "Porco, brutto porco" non era Pasolini ma i tre ragazzi.Ad un certo punto la baracca si spalancò e Pasolini uscì correndo verso la sua automobile.Riuscì a raggiungerla e si apprestava a salirci quando i due giovanotti della motocicletta lo agguantarono e lo tirarono fuori. Pasolini si divincolò e riprese a fuggire.Ma i tre gli furono di nuovo addosso e continuarono a colpirlo.Stavolta con le tavolette di legno e i due teppisti più grossi avevano in mano anche le catene.Il testimone terrorizzato si rifiuta di raccontare la storia alla polizia, e dice di aver visto, ad un certo punto i giovanotti in faccia.Quando Pasolini si abbattè esamine, i due ragazzi corsero verso l'automobile, vi salirono sopra e passarono due volta sopra il corpo dello scrittore mentre Pelosi rimaneva a guardare.Poi i due scesero dall'automobile, salirono sulla motocicletta e partirono mentre, Pelosi gridava:" Mò me lasciate solo, mò me lasciate qui?". Allora si diresse a sua volta verso l'automobile di Pasolini vi salì e scappo.
Oriana Fallaci in un articolo apparso sul numero 46 dell'Europeo del 14 novembre 1975
martedì, maggio 10
ed io?
quante volte ho dibattuto col mio cuore. Come François Villon. Quante volte mi sono dedicato alla comprensione della mia vita, quante volte. Quante volte mi sono dedicato alla comprensione dei diversi punti di vista. Quante volte ho pensato alla mia solitudine. Una lacrima nel pensiero. Se dovessi scegliere un film sceglierei "Rapina a mano armata", se dovessi scegliere la pittura, sceglierei una di quelle nude donne espressioniste di Picasso, se dovessi scegliere un libro, sceglerei Joyce e il suo Ulisse, se dovessi scegliere una musica, sceglierei i Led Zeppelin al contrario. Uno e mille ma pur sempre uno e nessuno.Quante volte ho pensato alla mia solitudine.E la lacrima scende e non ritorna, inesorabile sul tempo che scivola
sabato, maggio 07
attimi
quando gli sguardi di incrociano. Gianni deve ancora tornare da milano. Aspetto. Dalla sua tracolla estrae un coltello da cucina poi, la sua copia de "Il Manifesto". Poi una mela. Da sbucciare da mangiare. Attimi in cui gli sguardi si incrociano. Si chiacchera. E' stata anche lei a Venezia. Piccolo è il mondo. Era anche lei alla famosa proiezione sgancherata di "Eros", quando i Critici imprecavano contro gli organizzatori del Festival. Colto da un insolito egocentrismo mi dico:Ho l'Italia in mano. Eppure non mi stacca gli occhiali di dosso. Rossi.Non resisto, mi sorride, mi parla, guarda. Mi dice che collabora gratuitamente alla Rivista poi scompare in macchina. Attimi. E non so neppure qual'era il suo nome.Ore 18&50, in ufficio. Tra dieci minuti chiudo. Spengo i Pc, prendo la mia roba. Poi entra. Non l'avevo mai vista. Attimi che si incrociano negli sguardi. La sua scollatura è da brivido. Non riesco a guardarla. Guardarla, così com'è vestita, mi sembra fare un atto di violenza nei suoi contronti. Ma si può andar vestiti così?Quasi che andassi a violare la sua intimita. Orgoglio sano di femminili ormoni e solchi misteriosi dove s'affollano gli sguardi dei curiosi - cantava a riguardo Ivan Graziani. Cerca lavoro. Gli do qualche informazione, cerco di guardarla negli occhi. Sono coperti da quei mitici occhialoni a mosca che indossava sempre Mina. Si chiacchiera un pò. Si alza e scompare oltre la porta dell'ufficio. E non so neppure qual'è il suo nome.
mercoledì, maggio 04
lo chiamano "disturbo della personalità". Eppure c'è qualcosa di cinematografico, di letterario nella recente vicenda di Angelo Izzo, il Massacratore del Circeo. Un quid macrabo ma terribilmente intrigante. Ho visto una recente foto di Angelo Izzo. Sembra la copia delle ultime immagini del grande regista Fernando Di Leo. Separati alla nascita, Angelo e Fernando. Quella stempiatura, quei grandi occhialoni. Separati, eppure la mente corre. E nel massacro del Circeo, ritrovo "Avere vent'anni", quel film maledetto, biasimato e stagliuzzato dalla critica. Ritrovo i delitti e gli ambienti de "I Giovedì della signora Giulia" di Piero Chiara. Ritrovo. Ritrovo Attilio Veraldi , la sua mazzetta e la sua Napoli. Tutto allegramente macabro, tutto terribilmente, per me, intrigante. Croinaca nera, delitti im(perfetti), disturbi della personalità, gialli irrisolti. Non sono schizofrenico, non sono un assassino nè uno stupratore (nè voglio esserlo) ma, perchè mai uno rimane rapito da questi fatti???La cosa è ancor più intrigante....
Izzo Confessa
Il massacro del Circeo
martedì, maggio 03
"Se cerchi la luce Benedetto, perchè scegli la grotta oscura? La grotta non offre la luce desiderata. Ma nelle tenebre vai in cerca di luce raggiante. Perchè solo in una notte fonda brillano le stelle"
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