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venerdì, aprile 30
maggio odoroso.
promemoria. Non ho ancora messo le mani sul lavoro di Cinema. Per Filosofia del Linguaggio sto ancora montando gli spezzoni più interessanti di due film molto discussi. "Divorzio all'Italiana" di Pietro Germi e "Totò che visse due volte" di Ciprì&Maresco.Unico elemento di congiunzione: l'immagine della sicilia nel cinema.Intanto venerì prossimo col gruppo teatrale si replica "Il piacere dell'onestà" di Luigi Pirandello e il venti maggio poi avremo il grande debutto con "Addio Giovinezza" degli ormai dimenticati Camasio e Oxilia.E c'è da studiare. Studiare. Per non parlare degli esami che di maggio fanno sempre capolino come il sole in una tarda nottata primaverile. E poi. E poi il lavoro all'Informagiovani. Domani organizzeremo una giornata all'insegna del Rock No Stop. Si esibiranno una diecina di gruppi della zona e ci sarà da lavorare in questo maggio odoroso. Studiare e lavorare. Ritmo. E che arrivi una ventata di freschezza.
mercoledì, aprile 28

29 aprile 1945
Milano, Piazzale Loreto
martedì, aprile 27
di nuovo. Non avevo mai visto il film collettivo "New York Stories". Poi sabato m'è capitato di vedere l'episodio di Martin Scorsese.Storia di un pittore famoso che trova la sua vena artistica nel complicato rapporto con la sua allieva e concubina. Più il rapporto si inclina e più lui, l'Artista, si alimenta di continua energia da scaricare con forza emotiva sulla tela. Schizzi sulla tela, pennellate vigorose per un quadro in continua pittura.Colore sopra colore, emozione dopo emozione. E poi la musica. La musica degli anni settanta sparata a tutto volume mentre Lui si esprime e da colore al bianco della tela. I colori e la musica. La musica dei colori e le emozioni dell'artista. L'Artista. Chi è l'Artista? Colui che con la sua arte domina le sue emozioni? O colui che per mezzo della sua arte si incammina e si lascia trasportare nella sua foresta delle sue più intime emozioni?
New York Stories
New York Stories - 35mm.it
per le strade di Milano: domenica venticinque aprlile, tra Corso Buenos Aires e Corso Venezia. Striscioni, slogan e scritte sui muri. Trascivo."Quattrocchi uomo vero, sei finito al cimitero" - "Nassyria? There's a Party" - "Mercenari fottetevi" - "Viva la resistenza Irakena". Consolato Americano, sempre Milano, sempre il venticinque aprile. Un gruppo di autonomi (di sinistra?) brucia allegramente una bandiera americana.Americana. Bruciano la bandiera di quello stato che si è battuto per la Liberazione dello stato italiano dal regime fascista in quel famoso venticinque aprile di quasi sessant'anni fa. Incongruenze? Dimenticanze storiche o inetta volontà a piegare la srtoria a loro immagine e somiglianza?

venerdì, aprile 23
e mentre Eleonora mi stava aspettando mi avvicino ad Antonio. Gli spiego il mio progetto di tesi. Lui mi potrebbe sicuramente dare una mano- mi dico- è un critico teatrale che lavora sia a radio tre che al supplemento culturale del Sole 24 ore ed avrà certamente qualche aggancio con altri personaggi legati al mondo della Critica Cinematografica.Gli spiego.Sono alla ricerca materiale, di contatti. L'ambito della Critica Cinematografica è un ambito interessante ma ancora poco espolrato. La cosa mi intriga.Continuo.Gli spiego le mie peripezie. L'Esperienza di Bergamo, i contatti che ha portato, la ricerca continua ed infruttuosa del materiale, la mia idea di una tesi sperimentale, gli incontri che, presumo, farò,l'aspetto linguistico tra la carta stampata ed il web. La cosa lo intriga. Mi lascia il suo numero di cellulare e di casa e mi dice: "siamo colleghi, diamoci del tu".E quando ti serve qualcosa, chiama. Insomma Antonio è un grande. Una volta pensavo che il mondo dei Media era distante da me anni luce e poi. E poi la teoria dei numeri, della rete dei contatti personali. Ma soprattutto la disponibilità delle persone che mettono a disposizione le loro competenze, la loro professionalità. Eccoli i grandi.
mercoledì, aprile 21
Aria di Cinema
Festival di Cannes 12-23 Maggio 2004
Fatto del giorno
Sito Ufficiale del Festival
martedì, aprile 20
continuità politiche
Continuità politiche. Parabola di come, cambiando bandiera, mutano anche le azioni politiche. In principio c'era Aznar. Poi ci fu il maledetto undici marzo con tutto quello che successe, poi, le elezioni. Politiche. Zapatero, in campagna elettorale sfoggiava elegantemente la bandiera irdata dell'anti/allineamento americano. Poi vinse le elezioni. Aznar se ne tornò a casa mentre le sue truppe che aveva inviato in Iraq rimasero lì. Poi venne Zapatero e la musica cambia. Continuità politica? Macchè, manco a pensarlo. "Via le truppe dall'Iraq"- disse il genio del Signor Z. Al mio paesello, la giunta di centro destra sta rompendo un pezzo di marciapiede che aveva costruito la giunta di centro sinistra cinque anni fa. Il marciapiede c'era, ma non andava bene per i progetti di questa giunta e allora, zac. "Tagliamo il marciapiede e ricostruiamolo a nostra immagine e somiglianza"- avranno detto gli attuli amministratori. Marciapiede distrutto. Continuità politica e genialità. Ma la sinistra non è da meno. L'attuale amministrazione del centro destra ha iniziato la costruzione di una Torre Ascenzore che collega la periferia al punto più alto del paese. E l'opposizione di centro sinistra cosa fa? Sta a gurdare?Non penso proprio.Non può essere da meno della destra e inizia la sua crociata. Una raccolta di firme massiccia, una mobilitazione tra i massimi gradi delle istituzioni e zac. La costruzione della torre ascenzore si blocca immediatamente. E per ora non rimane che un immenso palo incopiuto in mezzo a tanto verde. Geniale, no? Che continuità politica! Che comunicazione tra i vari partiti! Che amore per il paese!Questi amministratori sono proprio fantastici! Zapatero, la destra e la sinistra del mio paese: i tre genii incopresi della continuità politica. E se Politica vol ancora dire fare il bene del proprio paese (etimologicamente da "polies"- città greca), siamo proprio messi male.
sabato, aprile 17

Quindici anni di visioni. (S)montaggi televisivi e cinematografici. (De)frammentazione televisiva. Frullato misto rimontato e (ri)visto.Quindici anni di delirii in un potente gioco satirico in bilico tra la decontestualizzazione e la ricontestualizzazione dell'immagine nello specchio televisivo. Narciso che guarda sè stesso.Nello specchio d'acqua. Quindici anni di Blob.
Blob
L'anniversario
Il commento
TI FACCIO VEDERE COME MUORE UN ITALIANO
“Ecco quello che ho visto. L’ostaggio aveva le mani legate sul davanti. La stessa magliette, gli stessi calzoni già visti.Ho capito che era Quattrocchi, anche se aveva un turbante bianco e nero che gli avvolgeva la testa e gli impediva di vedere. Accanto una piccola fossa. Ed ecco:odo la sua voce.Una voce sorprendentemente pacata e direi anche spavalda, una forza interiore stupefacente. Ha detto testualmente in italiano: “Ti faccio vedere come muore un italiano!”.Un secondo di silenzio, la voce continua: “Posso…”. Stava alzando le mani. Voleva togliersi il turbante, deduco, e guardare chi lo uccideva. Non fa in tempo: gli arriva un colpo di pistola alla testa. Sento un “aaaahhh!”, ma non come un grido, bensì una breve inspirazione, un sospiro. Un altro colpo!Il secondo proiettile! Le immagini successive mostrano l’ostaggio ucciso a volto scoperto, nella fossa. Il filmato finisce così. Non s’è visto alcun altro ostaggio. Si vede la pistola. Null’altro. Quattrocchi, la pistola, la fossa.” Imad El Atrache, Capo Servizi Esteri di Al Jazeera dopo aver visto il video dell’uccisione.
giovedì, aprile 15

a sessant'anni dall'assassinio di Giovanni Gentile.
"Per l'Italia sono sempre vissuto, se occorre sono pronto anche a morire. Aspettare tappato in casa no! Bisogna marciare seconodo coscienza: l'ho predicato per tutta la vita, non posso smentirmi ora che sto per finirla." Giovanni Gentile
Muore l'uomo, non il pensiero
DICHIARAZIONE DI GUERRA
m'ero proposto di non postare sulla politica internazionale. Volevo essere più leggero del solito. Invece. Invece è la realtà che parla da sola. Ieri Vittorio Feltri nel suo lungo editoriale, ragionando per paradossi ma pur sempre con la sua tipica verve, è giunto alla conclusione che se l'italia e l'occidente in generale ragionasse come ragionano gli attuali abitanti delle popolazioni medio/orientali, ebbene tutti i magrebini e tutti gli amici di Allah che abitano nella nostra penisola, sarebbero i nostri ostaggi da perseguitare. Perseguitare. Loro perseguitano gli italiani. Gli italiani debbono perseguitare loro. Legge del taglione.Quattro ostaggi italiani nelle loro mani, quaranta ostaggi islamici nelle nostre mani. Legge del taglione, quella che applicava Hitler in germania cinquant'anni fa.Ma siamo in italia, - ricorda ancora Feltri - siamo in Europa (come ricorda Prodi), in una delle democrazie europee. E nelle democrazie parlamentari, la legge del taglione è giustamente bandita.Bandita e che se ne dica, aveva ed ha ragione Berlusconi quando ricorda che la nostra (quella occidentale/europea) è una "civiltà superiore".Superiore si, perchè, come possiamo osservare, non mi sembra sia mai stata messa in pratica (furtunatamente!) la politica della Legge del Taglione. E ieri ancora non c'era stato il morto. Poi ieri sera la notizia: Un colpo alla testa: morto Fabrizio Quattrocchi, uno dei quattro ostaggi.Come interpretare questa notizia? Che senso darle? Come considerarla, se non una "tacita dichiarazione di guerra"?La morte di Fabrizio altro non è che una dichiarazione di guerra. E l'italia da gran democrazia, deve dimostrare con i propri strumenti democratici la propria superiorità. "E' stata spezzata una vita"- ricorda giustamente il nostro Premier - " non i valori". Ed è allora soprattutto in questo delicato momento storico che bisogna essere vicini alle nostre truppe in missione in Iraq. Rimanere in Iraq è un impegno morale che fa grande l'italia. Non sono un pacifista girotondino piazzista tendente al Bamba. Credo nella convivenza pacifica delle persone e tra popoli. E la convivenza pacifica implica sempre dei rischi che vanno necessariamente corsi.
Dichiarazione del Premier
All Jazeera
giovedì, aprile 08

con il mare nel cuore
levigavi pietre
immobili
con il mare nel cuore
modellavi anime
salve
depennavi matite di lutto
ormai spezzate
dal tempo
spezzate da un'onda
improvvisa
fragor dell'anima
che galleggia
salsedine dei miei pensieri
faro che buca la notte
gabbiano in volo
che il vento ci porterà
maredinverno, ottofebbraioduemilaquattro
mercoledì, aprile 07
Fiorello e i Vasi Comunicanti
"Stasera pago io- Revolution". Rivoluzione.Fiorello è un personaggio che trascina, un fiume in piena che straripa. L'ha dimostrato con i fatti: il bacio a del Noce, l'imitazione di Vespa, di Giovanni Mucciccia, di Carlo Azeglio Ciampi.L'ha dimostrato soprattutto con l'auditel che gli ha dato ragione. Nove milioni di telespettatori catalizzati nel primo canale per oltre due ore di spettacolo.Una Rivoluzione. Ma dov'è questa rivoluzione? Oltre. Oltre la sua bravura e la sua professionalità, il mitico showman di Augusta (che ormai parla spesso con uno spiccato accento Romano) ha saputo magistralmente far comunicare tra loro diversi Media. Non se ne è accorto nessuno ma Il Fiore Nazionale ha portato la Radio in Tv. La Radio, la vecchia ma pur sempre giovane ottantenne Radio, ha avuto con Fiorello una seconda giovinezza. La Radio in Tv. Chi non ricorda i mitici personaggi che da un paio d'anni, insieme all'istancabile Marco Baldini, Fiorello porta avanti nel suo programma "Viva Radio 2"??La Radio in Tv ma anche il Teatro in Tv. Molte delle battute fatte nel programma sono le battute che Rosario s'è portato con se nella Turnè Teatrale che ha fatto in questo ultimo anno in giro per l'italia. E' il principio dei "vasi comunicanti". Quando la Tv (ri) media e fagocita altri medium creando un prodotto nuovo. Ibridazioni: ecco la Rivoluzione. Ma attenzione: non è il primo che si imbarca in questa sperimentazione. Il Marstro è stato il grande Renzo Arbore che, insieme a Mario Marenco, negli anni ottanta fu l'ideatore del programma cult :"Quelli della Notte". Che altro non era che la trasposizione televisiva del programma radiofonico "Alto Gradimento".
martedì, aprile 06
un pò di numeri che non guastano mai. Ieri in Parlamento sono state presentate le dichiarazioni dei redditti del 2002 riguardanti i nostri parlamentari. Onorevoli stipendi. Un pò di numeri- tratti dall'inchiesta di Libero, che li ha pubblicati proprio questa mattina.
Silvio Berlusconi 12.731.041 Euro annui; Gianfranco Fini 165.960 Euro annui; Maurizio Gasparri 169.735 Euro annui; Cesare Previti 996.943; Fausto Bertinotti 155.244 Euro annui; Piero Fassino 124.788 Euro annui; Massimo D'alema 166.211 Euro annui; Francesco Rutelli 117.044 Euro annui
aggiornamento del sito di Unibox. Tra le novità nella sezione Cinema: Speciale "Cinema , che Passione!-I Cristi proibiti". Tra le interviste, il mio incontro con Fabio Concato.
www.baskerville.it/unibox
un sax ed una fisarmonica:musiche di altri tempi. Mentre provavo la parte scorreva la musica. Dietro di me.Saulo e Luciano, i musicisti, sono due vecchi arzilli con il vezzo della musica e della capagna. Del lavoro della campagna, s'intende.Dopo le prove poi, Luciano ci ha offerto la sua specialità: ciliege sciroppate.Una chicca. Abbiamo provato in uno stanzone, nella sua cascina di campagna. Un luogo deliziosamente incantevole immerso tra le sue foto di quando, negli anni sessanta, girava tra le balere con la sua fisarmonica. Foto. Foto e locandine dei suoi concerti. Una locandina di Fernando Casas- un musicista svizzero che suona musica Country, una foto di Astor Piazzolla - il re del Tango Argentino - e, dulcis in fundo... una stupenda foto incorniciata della Manuela Arcuri desnuda tratta dal calendario caldo di Panorama. Musica, teatro e, pruriti giovanili. Alla faccia della vecchiaia!
sabato, aprile 03
 " La rabbia che oltre due anni fa mi squassava, non si è placata, semmai si è raddoppiata; l'orgoglio non si è affievolito, semmai si è approfondito. Tacere, per me, vorrebbe dire arrendersi alla paura, e la paura è la malattia che nel secolo scorso rese fascisti anche gli italiani non fascisti, nazisti anche i tedeschi non nazisti (....). Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo, ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l'Islam è uno stagno e che di questo passo finiamo per affogare dentro lo stagno, è contro ragione. L'Europa si è venduta come una sgualdrina ai sultani, ai califfi, ai visir, ai lanzichenecchi del nuovo impero ottomano." Oriana Fallaci, a due anni di distanza da " La Rabbia e l'Orgoglio", picchia ancora duro: è " La Forza della Ragione", libro di 300 pagine - edito da Rizzoli -, dedicato alle vittime dell'attentato dell'undici marzo scorso a Madrid. Nelle librerie da lunedì prossimo. E ci scommetto, ne scoppierà un caso. Ancora una volta.
giovedì, aprile 01

gente che va, gente che viene. Apprendo che da oggi l'elefantino Ferrara, lascia la direzione del "Foglio".Gente che va, gente che viene. Verrà sostituito dall'interessante PierLuigi Battista, editorialista alla "Stampa" di Torino nonchè insigne volto dell'interessante striscia quotidiana "Batti&Ribatti".Gente che va, gente che viene. E' uscito proprio oggi il primo numero dell'"Indipendente", "nuova" testata giornalistica diretta dal discusso Giordano Bruno Guerri."Nuova", mi sembra una parola grossa. L'Indipendente ha nel suo passato una grande eredità. Era diretta dal Maestro di Fucecchio: Indro Montalelli. Sarà stata una piccola parentesi (anche perchè poi senza Montanelli L'Indipendente ha chiuso i battenti) ma è stata pur sempre una parentesi. Dunque Giordano, occhio. Mi è piaciuta l'idea profusa nel suo primo editoriale di questa mattina: "saremo riformisti di destra, senza faccette"- ricorda Guerri. Gente che va, gente che viene. Pensiamoci bene. E Ferrara come può essere definito se non un "riformista di destra"??Dunque Guerri come Ferrara. L'Indipendente (di sole 4 pagine) che fa l'occhietto al Fogllio. Giulianone talmente Indipendente e riformista che, per l'odio delle "faccette", lascia la direzione del suo ormai ex quotidiano. "Più individuo, meno stato"- il motto del nuovo Indipendente. Quella che in fondo è stata l'avventura dell'Elefantino al Foglio. "Quanto alle idee credo che la Ragione stia a Destra, nell'individualismo, nella meritocrazia e nello spirito di libertà" - apre Guerri nel suo primo editoriale. "Saremo un quotidiano riformista di Destra, attorno al quale vogliamo raccogliere la Destra riformista. Daremo mani ed idee per migliorare l'intelligenza, la dirittura e la modernità di una Destra che troppo spesso si fa gli affaracci suoi." - chiosa il neo Direttore.Ferrara, Battista, Guerri. Gente che va, gente che viene per dar più voce ad un mercato delle idee che spesso viene sottomesso alla logica dominante del pensiero comune. In bocca al lupo Giordano per la tua encomiabile avventura. Essere Riformisti di Destra, non è un ossimoro ma l'deale massimo della libertà.
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